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Preservare la salute: piccolo vademecum

Posted by: Silvia
Category: emozioni, igienismo, salute
sinapsi e collegamenti neurali

Pubblico questo articolo come vademecum per preservare la salute, in questi tempi surreali in cui di fronte a un’emergenza globale, il vero fenomeno da contrastare pare essere il terrorismo mediatico. Tutta la comunicazione verte sulla pericolosità del virus e sulle misure per evitare il contagio, invece di suggerire buone pratiche per innalzare il nostro sistema immunitario.

Le questioni correlate alla situazione che stiamo vivendo sono tante e spaziano da quelle prettamente inerenti la salute a scenari politici ed economici, nonché rimandano inevitabilmente alla scellerata gestione globale delle risorse del pianeta.

Ma in questo articolo mi preme mettere in luce l’altra faccia della medaglia: perché se è vero che l’uomo è periodicamente minacciato da epidemie, spesso causate da salti di specie di virus provenienti da questa o quella razza animale, è altrettanto vero che la percentuale di persone che, pur entrando in contatto con un determinato virus, si ammala e manifesta sintomi più o meno gravi, è molto ridotta.

Poiché per natura rifiuto di sentirmi una vittima e di fronte a nuove sfide tendo ad attivarmi, informarmi e cercare soluzioni, dedico questo articolo ad alcuni chiarimenti, e a ciò che si può fare per il proprio benessere.

IL SISTEMA IMMUNITARIO

Quando si parla di malattie, si dimentica spesso che Madre Natura ci ha fornito del Sistema Immunitario, un vero e proprio esercito schierato in nostra difesa e pronto a intervenire ogni volta che rileva una minaccia per la nostra sopravvivenza. In generale si può dire che un organismo sano è in grado di fronteggiare eventuali agenti patogeni e minacce di altro genere, e lo fa automaticamente e ripetutamente, senza che ce ne accorgiamo.

In inverno la sua funzione risulta un pò rallentata e, se per svariate ragioni il nostro Sistema Immunitario è già indebolito, tendiamo ad ammalarci di più. Per far fronte al freddo esterno, il corpo attiva una delle sue strategie di sopravvivenza: la circolazione periferica diminuisce e il calore si concentra maggiormente all’interno, limitando così la dispersione verso l’ambiente. Tuttavia, oltre alla superficie esterna del corpo, anche le superfici interne, in particolare le mucose di naso, bocca e gola vengono meno irrorate di sangue, il che comporta una diminuzione delle difese locali contro eventuali batteri o virus.

Particolarmente insidiosi risultano gli sbalzi termici: in questo caso passiamo da una situazione di calore, in cui i pori si aprono, ad un freddo improvviso. Accade così che i pori non fanno in tempo a chiudersi e il freddo esterno può penetrare più facilmente. Col raffreddamento della pelle le ghiandole sebacee, che sono come un terzo polmone, perdono la loro efficacia. Anche il consumo di bevande giacciate, gelati ecc. può causare un raffreddamento locale di bocca e gola, con la conseguente diminuzione delle barriere protettive.

L’apparato respiratorio ha un ruolo fondamentale: il naso è la porta d’ingresso per tutti i virus, e svolge una prima funzione di difesa attraverso la sua mucosa o epitelio. Con la sua quantità enorme di ripiegature, la cavità nasale dispone di una superficie molto vasta, dove l’aria che respiriamo viene riportata più volte a contatto con l’epitelio, su cui si trovano delle ciglia microscopiche. Nelle ciglia c’è uno strato superficiale più denso che cattura i virus, ed uno sotto più fluido che veicola l’aria e il suo contenuto un pò per volta dalle vie respiratorie alle vie digestive, dove intervengono i succhi gastrici a distruggere eventuali residui microorganismi.

Questa funzione è vitale e se l’epitelio mucociliare funziona a dovere, ovvero le cellule dell’epitelio sono compatte e non ci sono brecce, è molto difficile prendere un’infezione alle vie respiratorie (questa barriera di difesa si chiama cleanex mucociliare). L’efficienza dell’epitelio è compromessa da:

  • freddo
  • secchezza dell’aria
  • fumo
  • inquinamento ambientale
  • riscaldamenti in ambienti non umidificati.

Capiamo quindi come nella stagione fredda siamo più soggetti a raffreddore e influenze virali, spesso accompagnati da febbre.

LA FEBBRE

Questo è un argomento fondamentale: la febbre rappresenta una potente strategia di autodifesa del corpo. L’aumento della temperatura accelera tutte le reazioni metaboliche, favorendo l’utilizzo delle riserve energetiche e potenziando l’efficacia del sistema immunitario, creando condizioni in cui virus e microorganismi non possono moltiplicarsi o sopravvivere. La febbre, salvo casi in cui sia particolarmente elevata o in situazioni particolari, non va abbassata con gli antipiretici, semmai va gestita.

É scientificamente dimostrato che con l’innalzamento di un grado della temperatura corporea la risposta immunitaria aumenta del 500-600 %. Febbre a parte, sapete qual è il modo migliore per aumentare la temperatura in modo duraturo? L’allenamento muscolare: i muscoli infatti sono l’organo più grande ai fini della produzione di calore.

VIRUS E BATTERI, MICROBIOTA

Da quando l’uomo è apparso sulla terra, il nostro corpo convive con circa 100 trilioni di microorganismi, una quantità 10 volte superiore alle cellule umane, che costituisce il nostro microbiota. Questa convivenza è simbiotica e reciprocamente vantaggiosa: il corpo umano fornisce una casa e cibo, gli organismi che lo abitano producono vitamina k e B12, utilizzano i propri enzimi per la disgregazione di molecole che noi non potremmo scomporre e digerire, consentono la metabolizzazione degli acidi biliari, proteggono la mucosa intestinale, demoliscono veleni, ecc.

Non è affatto un caso che circa l’80% del nostro sistema immunitario si concentri nell’intestino, visto che qui si ha la più alta concentrazione di batteri, funghi, lieviti e virus (per approfondire l’argomento leggi l’articolo sul microbiota).

virus

Non tutti i microorganismi sono dotati di potere patogeno, molti lavorano per noi e vengono definiti probiotici, altri ancora sono neutri, e possono schierarsi a favore degli uni o degli altri a seconda dell’ambiente interno con cui interagiscono. Ma di cosa si nutrono virus, batteri e funghi? Essi si moltiplicano attraverso il cibo che assumiamo, e si riducono automaticamente quando non vengono nutriti.

Per fare un esempio: i batteri hanno una vita media di 15 ore, ma in 30 minuti possono raddoppiare di quantità, sempre che trovino il substrato adeguato. I microorganismi mutano in adattamento a mutate condizioni ambientali: Il LORO AMBIENTE È IL NOSTRO CORPO!

Ciò è vero anche in caso di alcuni disturbi e patologie anche gravi, quali la candida (che serve a digerire gli zuccheri, ma quando se ne mangiano troppi prolifera e può trasformarsi da lievito in muffa e invadere varie parti del corpo), o ancora l’helicobacter pylori (che è presente nell’intestino del 67% delle persone, solitamente senza creare problemi, ma che in caso di proliferazione eccessiva può portare alla formazione di ulcere gastriche).

I virus sono aggregati di materiale biologico dalla struttura estremamente semplice e dimensioni microscopiche, non hanno una vita autonoma, non sono capaci di trasformare il cibo attraverso il metabolismo né di riprodursi da soli. Per riprodursi e diffondersi devono penetrare nelle cellule di altri organismi viventi, di cui utilizzano il materiale genetico e i ribosomi; per questo vengono definiti parassiti obbligati.

Credo sia chiaro a tutti che in ogni momento della nostra vita entriamo in contatto con una grande varietà di microorganismi, ma la più parte delle volte senza conseguenze. Non è dunque solo un problema di contagio, quanto di quale “terreno” incontrano i microorganismi: se butto dei semi in un campo arato, crescerà una pianta, ma se li semino sul marciapiede, non crescerà niente.
In virologia si parla anche di “carica virale”, cioè della correlazione tra la quantità di virus presente nel sangue e la gravità della malattia. Questo spiega perché molte persone possono venire contagiate da un virus patogeno, senza ammalarsi (come nel tipico caso dell’influenza).
Per potersi replicare rapidamente, virus e batteri devono trovare un ambiente favorevole alla loro proliferazione, in caso contrario difficilmente potranno sopravvivere. Ed è questo passaggio che spesso viene ignorato.

Ecco allora che diventa fondamentale preservare il nostro “ambiente interno” e rinforzare le nostre capacità di risposta immunitaria. É più saggio fortificare l’organismo, o vivere nel terrore di venire contagiati per poi intervenire con rimedi e farmaci, che in ultima analisi finiscono con indebolirlo ulteriormente?

L’AMBIENTE INTERNO

Alla base di un Sistema Immunitario efficiente c’è dunque l’habitat in cui si trovano le cellule, costituito dalla matrice o tessuto connettivo. Tutte le nostre cellule vivono e svolgono le loro funzioni immerse nella matrice, che è come una sorta di spugna imbibita di gel, il cui stato di salute determina lo stato di salute del corpo.

Ogni giorno, centomila miliardi di cellule e un milione di miliardi di batteri mangiano ed espellono ciò che non possono utilizzare: i loro scarti, cataboliti e metaboliti, costituiscono le scorie metaboliche.
A queste si aggiungono circa dieci miliardi di cellule morte, che ogni giorno vengono sostituite da nuove e che naturalmente devono essere eliminate.

Gli organi preposti all’eliminazione delle scorie sono gli organi emuntori (fegato, intestino, reni, polmoni e pelle) e il sistema linfatico, che ha il compito di impedire che la nostra matrice si impregni di tossine. Se però le scorie si accumulano, si crea uno stato di acidosi, che il Sistema Immunitario combatte attraverso l’infiammazione, un processo che innalza la temperatura per aumentare la capacità del Sistema Immunitario di far fronte all’emergenza (abbiamo già visto come all’aumento di temperatura di un solo grado, la forza immunitaria del corpo si moltiplica per cinque o sei volte). Ancora una volta, la biologia non fa niente per caso!

Appare evidente come il processo di depurazione ed eliminazione delle scorie sia fondamentale per la nostra salute, tuttavia questo lavoro, che i ritmi circadiani collocano nella fase tra le 4 del mattino e le 12, comporta l’impiego di molta energia.
Premesso che l’energia che abbiamo a disposizione non è illimitata, è interessante sapere che essa viene utilizzata dal corpo secondo una scala di priorità:

  1. La sopravvivenza, ovvero tutte le funzioni della vita sociale (affettiva, lavorativa, tempo libero, ecc, incluse le preoccupazioni!)
  2. La digestione, intesa come l’insieme di processi metabolici necessari a trasformare il cibo ingerito in sostanze nutrienti assimilabili dal corpo
  3. La pulizia del sistema, cioè l’eliminazione delle tossine endogene ed esogene

È comprensibile che se viviamo una vita sociale insoddisfacente, magari in vari ambiti, mangiamo troppo e male, o siamo sempre arrabbiati o preoccupati, non vi sarà energia residua sufficiente per una buona digestione e soprattutto per la pulizia (Qui l’approfondimento sulla tossiemia).

COSA SI DEVE FARE

Arrivati a questo punto, vediamo cosa possiamo fare per mantenere pulito il nostro ambiente interno e rinforzare il Sistema Immunitario.
Molto è in nostro potere e riguarda il nostro stile di vita.

  1. Alimentazione
    Buona parte della prevenzione passa attraverso un’alimentazione ricca di micronutrienti, vitamine, probiotici, basata su alimenti freschi, prevalentemente vegetali, non raffinati e processati. Innumerevoli sono gli approfondimenti e gli studi scientifici su questo argomento; poiché l’argomento necessita di una trattazione esaustiva, rimando ad alcuni articoli specifici, che potete leggere qui e qui.
  2. Proteggersi dal freddo
    Quando ci si espone al freddo, tenere calde le estremità ed evitare sbalzi termici.
    Fare bagni caldi per 15-20 minuti alla temperatura di 38-40°, asciugarsi bene, rimanere al caldo fino alla reazione di calore. Ottimi anche sauna e bagno di vapore, o semplici pediluvi caldi.
    Bere tisane o semplicemente acqua calda (non bollenti) durante il giorno (sempre meglio lontano dai pasti).
    Fare movimento adeguato all’età e alla propria condizione di salute, per aumentare il calore interno.
  3. La luce solare
    Quando la vita delle generazioni precedenti si svolgeva all’aria aperta, la carenza di vitamina D non esisteva. La vita nelle città ha radicalmente cambiato il nostro stile di vita, eppure la nostra biologia non è cambiata: osservate in natura come si comportano gatti e cani, che passano sempre un po’ di tempo al sole.
    L’esposizione ai raggi ultravioletti consente alla pelle di produrre colecalciferolo o vitamina D2, che è il precursore della vitamina D. Bastano 20 minuti di esposizione solare a viso, gambe e braccia nude, per auto-produrre 10.000 UI di vitamina D (1 UI = 0,025 mcg = 25 ng).
    La vitamina D protegge le ossa e le strutture portanti dell’organismo, mantiene i corretti livelli di calcio e fosforo nel sangue, previene molte patologie, anche tumorali e cardiovascolari, e stimola la risposta immunitaria, attraverso i linfociti B e T.
  4. Respirare! Una buona respirazione è fondamentale per ossigenare il sangue, in quanto l’ossigeno brucia i rifiuti tossici dell’organismo. Con l’espirazione profonda si espelle l’aria impura e, con essa, i rifiuti bruciati nel sangue.
    Abbiamo anche visto l’importanza di respirare col naso e di mantenere l’epitelio e le sue ciglia efficienti.
  5. Il riposo. II sonno è uno dei bisogni fondamentali dell’uomo, come respirare e l’alimentarsi. Soprattutto nella fase REM, tutto il metabolismo aumenta aiutando l’organismo a immagazzinare energia. Il sonno regola la rigenerazione del corpo e del cervello, l’eliminazione delle tossine del metabolismo, il consolidamento della memoria (apprendimento) e il riordino dei conflitti emozionali. Il sistema immunitario è quindi nelle condizioni idonee per funzionare al meglio. L’ideale sarebbe dormire almeno 8 ore per notte e approfittare del sonno più rigeneratore delle ore intorno alla mezzanotte.
  6. Aspetti psichici ed emotivi
    Proprio in questi giorni, con l’emergenza che stiamo vivendo, siamo esposti a forti emozioni negative, quali la paura, l’incertezza di cosa accadrà, le preoccupazioni economiche, la rabbia… Non solo le correlazioni tra emozioni negative e la salute sono sempre più testimoniate da moltissimi studi scientifici, ma le tecniche moderne di neuroimaging hanno consentito di “tracciare” letteralmente i percorsi delle emozioni nel nostro cervello, fino alla risposta chimica e fisiologica che si attiva nel corpo, dimostrando come lo stress faccia diminuire le difese immunitarie. A tal proposito segnalo un intervento magistrale di Marcello Pamio sulla fisiologia della paura, che spiega passo passo i processi che il cervello innesca nel corpo in risposta alla paura https://https://disinformazione.it/2019/11/18/paura-la-piu-antica-e-potente-emozione-umana/soundcloud.com/marcello-pamio/fisiologia-della-paura-la-piu-antica-e-potente-emozione-umana.
    Il primo passo per evitare di vivere nella paura, continuare a rimuginare e preoccuparci, è la CONOSCENZA. Informarsi e formarsi un’opinione, interrogando anche più fonti, ci mette nella condizione di affrontare le situazioni che si presentano in modo equilibrato.
    Per stimolare le difese è importante rimanere di buon umore, ottimisti e benevoli verso gli altri: aggiungo che proprio in tempi di isolamento e ridotte relazioni sociali, dovremmo fare spazio al silenzio, ascoltare i nostri bisogni profondi e coltivare progetti nuovi e futuri, fantasticare e sognare. Sembra una contraddizione, ma è ciò che ha salvato l’uomo dalle condizioni più tragiche in alcuni momenti bui della storia..
  7. L’integrazione a sostegno delle difese immunitarie
    Per finire, ecco qualche informazione su possibili integrazioni. Premesso che integrazione e supplementazione sono due cose diverse, evitate il fai da te e rivolgetevi a persone competenti per dosaggi e assunzione.
    Nella visione igienista tutto ciò di cui abbiamo bisogno è contenuto negli alimenti e non è necessaria integrazione, mentre altre scuole di pensiero evidenziano il fatto che purtroppo in tempi moderni gli alimenti hanno perso molta parte dei loro nutrienti e talvolta si rende necessaria l’integrazione, ma sempre a base di prodotti naturali.
    Integrazione = dare sostanze che mancano per riportare da un livello basso a un livello normale; solitamente si fanno dei cicli.
    Supplementazione = dare più di ciò che serve.

Fra i micronutrienti essenziali per la funzione immunitaria:
Vitamina C
è un potente antinfiammatorio, antivirale, e antiossidante.
Il dosaggio ottimale è di 2/3 g giornalieri tra la quota alimentare e la quota di integrazione.
È idrosolubile e si può assumere in diverse forme: c’è la vitamina C pura, l’acido ascorbico + bicarbonato di sodio. Inoltre ci sono dei fitocomplessi quale l’acerola o il camu camu, una preziosa bacca nativa del Sudamerica; esistono poi formulazioni a livello liposomiale che favoriscono migliore assorbimento.
Fonti alimentari (per le nostre latitudini): tutti gli agrumi, prezzemolo, ortaggi, broccoli.
Oltre la nota efficacia preventiva della vitamina C a bassi dosaggi delle più comuni patologie infettive, numerosi studi scientifici confermano effetti più sorprendenti a dosi elevate. Con alti dosaggi si possono infatti prevenire e talvolta curare moltissime patologie, in particolar modo si possono ottenere importanti effetti antiossidanti e immunostimolanti. Tali dosaggi vanno però gestiti rigorosamente sotto controllo medico, per non incorrere in alcuni disturbi che potrebbero subentrare.
Infine, la vitamina C è capace di contrastare o annullare molti effetti dell’inquinamento ambientale e dello stress psico-fisico, tra i principali fattori che indeboliscono le nostre difese immunitarie.

Vitamina D
Bastano 20 minuti di esposizione al sole per auto-produrre 10.000 UI di vitamina D (1 UI=0,025 mcg=25 ng).
I livelli ottimali nel sangue dovrebbero essere tra i 70 e 90 ng/ml.
Per chi è carente l’integrazione dovrebbe essere di 10.000 UI.
Poiché è liposolubile, meglio assumerla ai pasti insieme a dei grassi.
Nei cibi vegetali non è presente, e da quelli animali se ne può ricavare al massimo il 10% del fabbisogno. Se si ricorre all’integrazione, ricordare che la D2 è sempre di origine vegetale, mentre la D3 è spesso di origine animale, ma può essere anche di origine vegetale (ricavata dai licheni).

Numerose evidenze scientifiche hanno mostrato un “ruolo attivo della vitamina D sulla modulazione del sistema immunitario, sulla riduzione del rischio di infezioni respiratorie di origine virale e sulla capacità di contrastare il danno polmonare da iperinfiammazione”. Qui un video interessante sulla vitamina D.

Zinco
Lo zinco è un minerale presente in ogni cellula, coinvolto in oltre 200 reazioni enzimatiche. È necessario per molti ormoni, tra cui l’insulina, l’ormone della crescita e gli ormoni sessuali. Livelli ottimali di zinco consentono una corretta funzione immunitaria.
Fabbisogno giornaliero: 11 mg
Integrazione: 15/20 mg /giorno. Basta un esame del sangue per conoscerne il livello: gli uomini presentano carenze maggiori delle donne.
Fonti alimentari: semi di zucca, zenzero, noci brasiliane, piselli, arachidi.

NOTA BENE: questi integratori non hanno alcuna interazione coi farmaci.

Oli essenziali
Segnalo infine alcuni oli essenziali (possibilmente naturali al 100% e biologici) con funzione antibatterica e antivirale:

  • origano 2 gocce in 1 cucchiaino di olio d’oliva o miele – 2/3 volte al giorno
  • santoreggia 2 gocce in 1 cucchiaino di olio d’oliva o miele – 2/3 volte al giorno
  • ravintsara 2 gocce in 1 cucchiaino di olio d’oliva o miele – 2/3 volte al giorno

Sistema meccanico: detersione del naso e gargarismi
Per mantenere il nostro naso e l’epitelio cigliare efficiente, può essere utile fare la detersione delle cavità nasali. Poichè i virus vivono e proliferano in ambienti acidi, si può preparare una soluzione isotonica:

Far bollire 1 lt d’acqua, lasciar raffreddare a 37° e aggiungere

  • 6 gr. sale marino, 
  • 3 gr. bicarbonato di sodio

Il ph diventa così 8,3. La detersione elimina quello che si deposita nel naso e aiuta a ripristinare la funzionalità nasale e le barriere protettive. Si può fare più volte al giorno senza controindicazioni.

Nel caso di persone che respirano con la bocca aperta a causa di allergie, riniti, altre patologie), si può preparare una soluzione ipertonica, osmotica, aumentando le concentrazioni (soluzione al 2%):

  • 15 gr. sale
  • 10 gr. bicarbonato

che aiuta a sgonfiare l’epitelio di rivestimento della mucosa nasale.

La soluzione isotonica è valida anche per i gargarismi, poichè l’aria e i virus entrano anche dalla bocca. Si possono ripetere più volte nell’arco della giornata.

Di seguito riporto alcuni lavori scientifici disponibili:

– Vit.C (un potente antivirale)
– Vit.D (antivirale e protettiva nelle infezioni respiratorie)
– Zinco (efficace se preso nelle prime 24 ore di insorgenza di un raffreddamento)

Concludo questo articolo, in questo momento di emergenza sanitaria, economica e politica, riportando il link all’accorato messaggio dell’AMPAS,
l’associazione della Medicina di Segnale.

Buona lettura, e buona vita a tutti 🌸